La Serradesca

a Torre de' Roveri, Bergamo

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la scelta di Incrocio Terzi N°1

Il nostro vigneto comprende un vitigno quasi sconosciuto: Incrocio Terzi N° 1, oltre a quantità dei vitigni Incrocio Manzoni e Moscato Giallo. 

Incrocio Terzi N°1 è un vitigno a bacca rossa sviluppato nella prima metà del 20° secolo dal viticoltore bergamasco Riccardo Terzi (m. 1963). Attraverso l’impollinazione incrociata tra i vitigni Barbera e Cabernet Franc, Terzi volle attenuare l’asprezza del Barbera con la morbidezza del Cabernet Franc, creando questa specie di vitigno completamente nuova con un patrimonio genetico derivante dai due vitigni genitori (Giavedoni, 2005). E’ un vino autenticamente bergamasco, e poco diffuso – solo in Lombardia, in particolare nelle provincie di Bergamo e Brescia. In tutto il mondo, Incrocio Terzi N°1 è coltivato in solo 44 ettari – meno di 0.01% dell’intera coltivazione viticola mondiale. Per capire, se l’intera coltivazione viticola mondiale fosse la grandezza di Svizzera, l’intera coltivazione di Incrocio Terzi N°1 ci starebbe in 5 campi di calcio.

A Bergamo, il vino rosso DOC più conosciuto e più diffuso è il Valcalepio DOC, prodotto da un mix tra i vitigni Cabernet Sauvignon (da 25% a 60%) e, per la parte rimanente, Merlot (Compagnoni, 2000). I vitigni di Cabernet Sauvignon e Merlot sono il primo e il secondo vitigno più diffusi al mondo, coltivati rispettivamente in 290.091 e 267.169 ettari – più di 12.000 volte la grandezza della coltivazione di Incrocio Terzi N°1! Prima del 2011, Incrocio Terzi N°1 era utilizzato in vini DOC, senza mai essere il vitigno principale, essendo utilizzato solo in piccole quantità (al massimo 15%), come ad esempio nei DOC Capriano al Colle e Cellatica (Giavedoni, 2005). In 2011, è stato approvato un nuovo DOC, il Terre dei Colleoni DOC, che riconosce Incrocio Terzi N°1 come un vitigno principale (minimo di 85%).

Per chi, come noi, aspirava a coltivare un vitigno italiano nativo, Incrocio Terzi N°1 è stata una scelta naturale, essendo il più autoctono che possa essere a Bergamo. Coltivando un vitigno che, pur essendo bergamasco, è relativamente poco diffuso in queste parti, stiamo contribuendo ad aumentare la biodiversità viticola – specialmente considerando che i vitigni più diffusi intorno a Bergamo sono anche quelli più diffusi nel mondo. Inoltre, diamo sostegno a un nuovo vino DOC con radici storiche che, in ritorno, ci permette di offrire qualcosa diversa del solito.

Nello scrivere questo articolo, oltre ai link inclusi nel testo, sono stati consultati: Compagnoni, D (2000) Vitigni in Provincia di Bergamo, Provincia di Bergamo; Giavedoni, F (2005) Guida ai Vitigni d’Italia, Slow Food Editore; Saracco C. e Monchiero M (2004) Guida del Viticoltore, Edagricole.

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